Note per una storia della pittura moderna e contemporanea a Oderzo

Roberto CostellaASC5, Studi & ricercheLascia un commento

vizzotto

Integrando la storia dei pittori di Oderzo con quella della pittura a Oderzo, il testo individua un percorso che ammette per alcune stagioni storiche un confronto con i coevi esiti artistici veneziani, talvolta, anche italiani ed europei. Restando insondabili i secoli basso-medievali, eloquenti testimonianze documentano il secondo Quattrocento e il Cinquecento nel centro e nel territorio opitergino: si tratta di opere attribuite a Bellunello, Pomponio Amalteo, Palma il Giovane, Cima da Conegliano e alla cerchia di Tintoretto. Sono dipinti da artisti tendenzialmente veneti che nella città o per la città hanno lavorato.
Ma alla fine dell’Ottocento, giungono a maturazione i caratteri di continuità e peculiarità di produzione artistica, che giustificano l’idea di una storia della pittura opitergina contemporanea, e ciò grazie ai contributi dei fratelli Giuseppe Vizzotto Alberti (1862-1931) ed Enrico Vizzotto Alberti (1880-1976), di Alberto Martini (1876-1954), Giulio Ettore Erler (1876-1964), dei fratelli Ciro Cristofoletti (1901-1973) ed Eugenio Cristofoletti (1912-1981), di Armando Buso (1914-1975), Gina Roma (1914-2005), Tullio Vietri (1927-2016), Arturo Benvenuti (n. 1923). Il presente testo, oltre all’inquadramento storico-estetico dell’arte pregressa, che segnala soprattutto immagini rinascimentali, analizza percorsi individuali partendo da Giuseppe Vizzotto Alberti e giungendo ad Alberto Martini.

Roberto CostellaNote per una storia della pittura moderna e contemporanea a Oderzo

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