1La rivista si ispira a princìpi di correttezza e onestà. Tali princìpi hanno innumerevoli declinazioni nella pratica editoriale. Ne citiamo solo alcune come esempio, lasciando all’intraprendenza di ciascuno lo sviluppo di tutte le possibili implicazioni e ramificazioni: la puntuale citazione delle fonti, la precisa attribuzione dei contributi altrui, l’utilizzo di materiali di cui si ha piena paternità, il regolare ottenimento delle autorizzazioni necessarie all’impiego dei materiali di cui altri hanno paternità, la disponibilità a una revisione gratuita del lavoro di un collega, lo svolgimento della revisione al meglio delle proprie competenze, il rispetto dei tempi concordati, la genuina volontà di migliorare lo stato attuale della ricerca storica evitando sterili polemiche e gelosie, etc.

2La rivista promuove l’adozione di un processo di valutazione dei contributi ispirato all’obiettività, all’indipendenza, all’autorevolezza al fine di selezionare gli articoli inviati unicamente in base alla qualità dei contenuti. Tale processo è stato identificato nella revisione paritaria a doppio cieco, double blind peer review. Secondo questa procedura, un articolo viene sottoposto a una revisione da parte di due revisori, scelti dagli organi editoriali tra gli studiosi con competenza nel tema dell’articolo in esame. I revisori forniscono un loro parere sulla ricerca compilando una scheda di valutazione sintetica divisa in due parti: un commento destinato alla sola redazione e un commento da riportare all’autore. In questo caso la peer review si definisce double blind, a doppio cieco, perché il revisore non conosce il nome dell’autore dello studio che deve valutare e l’autore non conosce il nome del revisore che ha valutato il suo studio.

3La rivista tutela l’integrità dei dati pubblicati, si impegna a non modificare i testi presentati dagli autori senza il loro consenso e a dare pubblicazione delle eventuali correzioni, ritrattazioni o scuse che si rendano necessarie.

4La rivista incoraggia il dibattito e la partecipazione cercando, per quanto possibile, di dare spazio agli interventi di terzi autori in merito agli articoli pubblicati e alle eventuali repliche. La redazione invita gli autori a collaborare alle discussioni aperte sullo spazio internet della rivista.

5La rivista distingue tra interventi editoriali, contributi soggetti a peer review e contenuti pubblicitari o sponsorizzazioni (qualora ce ne siano) e segnala tale distinzione al lettore.

6La rivista ha carattere divulgativo e richiede quindi a tutti gli autori di adeguare lo stile e l’impianto dell’articolo alla maggior chiarezza espositiva e alla massima completezza che siano possibili senza pregiudicare lo sviluppo del discorso. La rivista non vuole essere un organo interno di un cenacolo di studiosi specialisti ma un’occasione di incontro per gli appassionati e un invito all’approfondimento per tutti. Il lettore ideale è una persona di media cultura, buoni interessi, grande curiosità, che vorrebbe trarre informazioni e piacere dalla lettura di un articolo, senza dover già conoscere tutta la letteratura sull’argomento per poterne trarre il senso pieno. Si invita pertanto a purgare il linguaggio dal gergo, da tecnicismi non necessari, da riferimenti sottintesi e in generale da ogni atteggiamento tipico del dialogo tra pochi, intimi, e gelosi del proprio sapere. Agli autori si richiede di orientare tutto l’articolo alla massima comprensibilità, non solo il testo ma anche l’apparato di note, le citazioni (se in lingua straniera o antica, devono sempre essere accompagnate dalla traduzione italiana), la bibliografia, etc.

7La rivista mantiene fermo il ruolo fondamentale della redazione nella selezione finale dei contributi, nella gestione del processo di peer review (con particolare riguardo alla protezione dell’identità dei soggetti coinvolti) e nella risoluzione di eventuali conflitti di interesse. Secondo questa impostazione, la decisione finale di pubblicare o meno un contributo rimane prerogativa del Direttore Responsabile, indipendentemente dall’esito del processo di peer review, che non è mai vincolante. Gli organi editoriali possono addirittura respingere un articolo senza avviarlo al processo di peer review, se lo giudicano di scarsa qualità o in altro modo non conforme alla linea editoriale. Queste decisioni devono essere sempre ed esclusivamente basate sui contenuti dell’articolo, la sua originalità, chiarezza, serietà e la rilevanza rispetto agli ambiti di studio della rivista.

8La rivista fornisce tutte le linee guida necessarie perché revisori e autori sappiano cosa ci si attende da loro e auspica che revisori e autori ne prendano opportuna visione, ne colgano lo spirito e vi si attengano.

9 Gli ambiti di studio della rivista sono compresi, geograficamente, nel territorio tra Piave e Livenza, area definita anche Sinistra Piave, corrispondente all’antico Cenedese e all’odierna Diocesi di Vittorio Veneto (a cavallo tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone, specificatamente i Comuni di Lentiai, Mel, Trichiana, Miane, Follina, Cison di Valmarino, Revine Lago, Tarzo, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Vidor, Moriago, Sernaglia, Vittorio Veneto, S. Pietro di Feletto, Conegliano, Susegana, S. Lucia di Piave, Mareno di Piave, Vazzola, S. Polo di Piave, S. Vendemiano, S. Fior, Colle Umberto, Cappella Maggiore, Fregona, Sarmede, Cordignano, Orsago, Godega di S. Urbano, Codogné, Gaiarine, Fontanelle, Mansuè, Portobuffolè, Oderzo, Gorgo al Monticano, Motta di Livenza, Fossalta Maggiore, Cessalto, Ceggia, Torre di Mosto, S. Donà di Piave, Prata di Pordenone, Brugnera, Sacile, Caneva). Temporalmente, l’ambito dell’Archivio Storico Cenedese si arresta al 1960. Gli ambiti tematici sono: storia, letteratura, arte, architettura, archeologia.

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